Aggiornamento

IntegralMente organizza per i soci seminari gratuiti con l'obiettivo di promuovere la formazione e l'aggiornamento in ambito psicologico clinico e psicoterapeutico. Tali attività sono svolte, fatte salve indicazioni diverse della segreteria, in via Imera 16  il sabato mattina dalle 10.30 alle 13.00. Pur essendo la partecipazione libera per i soci, per esigenze organizzative, è richiesta la prenotazione compilando il modulo on line o inviando mail a: segreteria@integralmente.org 

I seminari del sabato
Programma 2018

IL COLORE DELLE EMOZIONI

Comprendere e lavorare con le emozioni nella pratica clinica

Pensare le emozioni nella pratica clinica (Dott. Angelo R. Pennella)

14 Aprile 2018

Cosa sono le emozioni e cosa significa pensare le emozioni? Quale collegamento è possibile rintracciare tra la pensabilità delle emozioni, indicata come finalità della prassi clinica, e il concetto di affettività mentalizzata proposto da Fonagy? Queste sono solo alcune delle domande a cui darà risposta l'incontro di apertura dei seminari del sabato della nostra associazione, dedicati quest'anno al tema delle emozioni.

Vergogna (Dott.ssa Cristina Rubano)

16 Giugno 2018

“La vergogna realizza una relazione intima con me stesso: con la vergogna scopro un aspetto del mio essere”. (Jean-Paul Sartre, L'essere e il nulla, 1943)

La vergogna fa “arrossire”: è un’emozione che ha a che fare con lo sguardo dell’altro, con ciò che deve esser celato a salvaguardia di un’immagine di sé sufficientemente positiva e coesa. La vergogna è quindi per sua natura un’emozione “sociale” che evidenzia quanto l’integrità e la coesione del sé derivino dalla possibilità di aver sperimentato un primo sguardo d’amore e ammirazione rivolto a sé stessi a conferma della bontà del proprio essere nel mondo. Se questo non è avvenuto o è stato prematuramente interrotto, l’evitamento della vergogna può connotare pervasivamente l’organizzazione di personalità: il mantenimento dell’equilibro psichico dipenderà dalla possibilità di eludere con ogni mezzo un’esperienza di vergogna che può essere disorganizzante. A questo possono essere ricondotte ad esempio molte dimensioni di vulnerabilità narcisistica o di evitamento fobico della personalità.

L’esperienza della vergogna elaborata in psicoterapia può rappresentare tuttavia anche un mezzo per entrare in contatto con la parte “ombra” della personalità e condurre il paziente alla scoperta/costruzione di un senso di sé più autentico.

Rimorso e senso di colpa (Dott.ssa Amalia Piraino)

14 Luglio 2018

A volte, il senso di colpa è considerata un’emozione “pro-sociale” perché aiuta, sia prima che dopo una determinata azione, a salvaguardare le relazioni interpersonali. Il timore di ferire l’altro, di arrecare un danno a chi si è legati affettivamente, può infatti prevenire la messa in atto di specifici comportamenti o agevolare lo sviluppo di azioni riparatorie. Associato, in ambito psicoanalitico, al Super-Io, è tuttavia importante riflettere sia sull’entità di questa emozione, in alcuni casi talmente intensa da annichilire la persona, sia sulle dinamiche intrapsichiche e interpersonali che la sottendono. Un esempio tra tutti, l’elaborazione del lutto, in cui il senso di colpa può svolgere un ruolo importante nella possibilità di dare un esito positivo alla separazione dall’altro.

Invidia (Dott.ssa Angela Ragonese, Dott. Giancarlo Miglietta)

15 Settembre 2018

L’invidia può essere considerata come il prodotto della difficoltà a tollerare che l’altro possegga qualcosa di desiderato o desiderabile, risultato dell’incapacità di gestire un processo di sviluppo verso un obiettivo che qualcun altro riesce invece a raggiungere. Ad essa sono connesse pertanto emozioni di dolore, tristezza, rabbia e colpa che, se non riconosciute e pensate come derivanti dal l’invidia stessa, portano alla messa in atto di meccanismi di difesa volti a negare questa emozione o a giustificare atteggiamenti aggressivi e svalutanti nei confronti dell’oggetto invidiato.

Speranza (Dott.ssa Mariateresa Grasso)

29 Settembre 2018

In genere, i vocabolari della lingua italiana definiscono la speranza un “sentimento di aspettazione fiduciosa nella realizzazione, presente o futura, di quanto si desidera”. In ambito psicologico, è invece difficile trovare una definizione condivisa di speranza. È tuttavia possibile pensare ad essa come ad una disposizione che ci porta a credere nella realizzazione di quanto ci si augura. La speranza non è però una “accettazione passiva” dello stato delle cose, è una particolare fiducia nella possibilità di cambiare, tant’è che il suo compito è quello di sostenere gli individui nella loro motivazione all’azione. La speranza implica quindi obiettivi definiti e realisticamente raggiungibili, strategie cognitive ed agency ed è riconducibile ad un altro concetto: la resilienza. Come ci ricordano Short e Casula (2004), la speranza ci rende consapevoli che il passato non ci appartiene più, che il presente manifesta la sua ambiguità e che l’avvenire va inventato.

Ansia (Dott. Michele Spaccarotella)

27 Ottobre 2018

La parola ansia deriva dal latino ango, stringere, soffocare, e sin dalla sua etimologia rimanda 

ad una situazione nella quale si vive un sentimento di affanno, costrizione. L'ansia si caratterizza come uno stato psico-fisico caratterizzato da intense sensazioni, nelle quali si mischiano e confondono paura, timore e preoccupazioni, generate da stimoli di vario tipo, ad esempio un evento temuto, un'importante situazione da affrontare, una persona. Il vissuto della persona con ansia può essere accompagnato anche da precise manifestazioni corporee quali aumento del battito cardiaco, sudorazione, pallore, tremore, come se il corpo stesso si preparasse ad una configurazione di reazione ad una situazione di emergenza. Se l'ansia può configurare come adattiva, nel caso in cui ci aiuti a premunirci nei confronti di situazioni sgradevoli temute, il disturbo d'ansia generalizzata si costituisce come uno stato invalidante. Ciò che aiuta dunque a distinguere il confine tra un'ansia "patologica" ed una dimensione "gestibile" riguarda l'impatto che sortisce sul funzionamento psicosociale del soggetto. "L'ansia è l'interesse che si paga su un guaio prima che esso arrivi". (W.R. Inge)

Paura (Dott.ssa Claudia Conti)

17 Novembre 2018

La paura è la reazione emotiva alla percezione di pericolo, sia reale sia potenziale. H.P. Lovercraft la definisce l’emozione più vecchia e più forte del genere umano. La paura con le sue componenti protettive ed evolutive oggi è percepita come fragilità e codardia (vissuti da evitare) è spesso in contrapposizione con la sicurezza ed il coraggio. Le paure cambiano forma e contenuto a seconda delle ere storiche, sono il filo conduttore che scandisce l’intera esistenza dell’individuo. Dalla nascita (trauma della nascita), passando dalla Paura dell’Estraneo alla paura di Separazione (angoscia di separazione). Possiamo parlare di vecchie paure che l’era moderna ha in parte dissipato(fulmini) con la scienza e di nuove paure. Possiamo pensare che ciò che muta in relazione ai contesti storici e culturali è il senso che assumono le varie paure ed il modo con cui si tenta di farvi fronte. Le paure consce (nominabili e controllabili) sono intrecciate e condizionate dalle paure inconsce (sconosciute e perturbanti) il pericolo non è solo esterno ma interno. In questo modo l’intrapsichico si trasforma ed alimenta paure che appaiono reali (paura dello straniero, razzismo).

Rabbia (Dott. Gabriele Ronco)

15 Dicembre 2018

La rabbia rientra nelle cosiddette emozioni primarie ed è una delle esperienze emotive in cui praticamente tutti incappano almeno una volta nella vita. È piuttosto agevole individuare gli elementi espressivi della rabbia (occhi e labbra serrate, denti stretti, tensione muscolare, ecc.), così come è agevole immaginare il baratro in cui si può scivolare: la rabbia induce infatti all’attacco, sia esso verbale o fisico, e alla “distruzione” di ciò che viviamo come minaccioso. Se da un lato può quindi essere ritenuta un’emozione fondamentale alla sopravvivenza, dall’altro può tuttavia minare la relazionalità sociale e il processo di scambio con l’altro. Laddove ci si trovi infatti in difficoltà a riconoscere e interagire con la diversità di comportamenti, opinioni, bisogni, desideri del proprio interlocutore, è piuttosto agevole trasformare la propria incapacità e inadeguatezza in rabbia ed agirla nella relazione. 

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